Le monete della Repubblica italiana - Moruzzi Numismatica Roma

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Le monete della Repubblica italiana

NEGOZIO

LE MONETE DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN VETRINA (MONETE ITALIANE REPUBBLICANE ANCHE RARE E DI GRANDE VALORE ECONOMICO E NUMISMATICO)

Le monete della Repubblica Italiana proposte dalla Moruzzi Numismatica
Italia, REPUBBLICA, Dal 1946, 5 LIRE, Uva con data piccola, Emissione: 1946, Zecca di Roma, Rif. bibl. Pagani, 2351var.; Metallo: IT, gr. 2,50, (MI111615), Diam.: mm. 26,72, SPL, (RRR)
La moneta presenta una varietà nelle cifre della data con rilievi e forme differenti in particolare nella cifra 1, tra l’altro sensibilmente più piccola, la cifra 4 si presenta di forma diversa rispetto al tipo standard; le cifre 9 e 6 sono anch’esse leggermente più piccole e con maggiori rilievi.
€ 2.000,00
Le monete della Repubblica Italiana proposte dalla Moruzzi Numismatica
Italia, REPUBBLICA, Dal 1946, 5 LIRE, Delfino, Emissione: 1956, Zecca di Roma, Rif. bibl. Pagani, 2361; Metallo: IT, gr. 0,99, (MI105322), Diam.: mm. 20,42, qFDC, (R)
€ 1.200,00
Le monete della Repubblica Italiana proposte dalla Moruzzi Numismatica
Italia, REPUBBLICA, Dal 1946, 20 LIRE PROVA, Quercia, Emissione: 1956, Zecca di Roma, Rif. bibl. Attardi, P86; Metallo: BR, gr. 3,71, (MI123831), Diam.: mm. 21,32, FDC, (RR)
€ 1.000,00
Le monete della Repubblica Italiana proposte dalla Moruzzi Numismatica
Italia, 5 LIRE, Uva, Emissione del 1946, D/ busto femminile con fiaccola a d., R/ grappolo d'uva, Zecca di Roma, Rif. bibl. Pagani, 2351; Metallo IT, gr. 2,50, (MI87157), Diam.: mm 26,75, qFDC
€ 950,00
Le monete della Repubblica Italiana proposte dalla Moruzzi Numismatica
Italia, REPUBBLICA, Dal 1946, LIRA, Arancia, Emissione: 1947, Zecca di Roma, Rif. bibl. Pagani, 2452; Metallo: IT, gr. 1,25, (MI84742), Diam.: mm. 21,64, mSPL, (RRR)
€ 900,00
Le monete della Repubblica Italiana proposte dalla Moruzzi Numismatica
Italia, REPUBBLICA, Dal 1946, 500 LIRE PROVA, Marconi, Emissione: 1974, Zecca di Roma, Rif. bibl. Pagani, 2146; Montenegro, 9; Metallo: AR, gr. 8,10, (MI123833), Diam.: mm. 27,70, FDC, (R)
€ 590,00
Le monete della Repubblica Italiana proposte dalla Moruzzi Numismatica
Italia, REPUBBLICA, Dal 1946, 10 LIRE, Olivo, Emissione: 1946, Zecca di Roma, Rif. bibl. Pagani, 2301; Metallo: IT, gr. 3,00, (MI115587), Diam.: mm. 29,04, qFDC, (R)
€ 550,00
Le monete della Repubblica Italiana proposte dalla Moruzzi Numismatica
Italia, 100 LIRE, 1955, Zecca di Roma, Minerva, D/ Testa femminile laureata a s. R/ Minerva stante a s. dinanzi ad albero di alloro, Zecca di Roma, Rif. bibl. Pagani, 2151; Metallo AC, gr. 8,07, (MI98545), Diam.: mm 27,67 qFDC, (R)
€ 450,00

Un simbolo per la Repubblica
Il 5 maggio 1948 l'Italia repubblicana ha il suo emblema, al termine di un percorso creativo durato ventiquattro mesi, due pubblici concorsi e un totale di 800 bozzetti, presentati da circa 500 cittadini, fra artisti e dilettanti. La vicenda ha inizio nell'ottobre del 1946, quando il Governo di De Gasperi istituì una apposita Commissione. Venne bandito un concorso nazionale aperto a tutti, basato su poche tracce: esclusione rigorosa dei simboli di partito, inserimento della stella d'Italia.
Al primo concorso rispondono 341 candidati, con 637 disegni in bianco e nero. I cinque vincitori vengono invitati a preparare nuovi bozzetti, questa volta con un tema ben preciso, imposto dalla Commissione: "una cinta turrita che abbia forma di corona", circondata da una ghirlanda di fronde della flora italiana. In basso, la rappresentazione del mare, in alto, la stella d'Italia d'oro; infine, le parole UNITÀ e LIBERTÀ. La scelta cadde sul bozzetto di Paolo Paschetto, al quale andò l'incarico di preparare il disegno definitivo, che la Commissione trasmise al Governo per l'approvazione. È il febbraio 1947: l'emblema sembrava cosa fatta, ma il traguardo era ancora lontano.
L'emblema, però, non piacque, e fu perciò nominata una nuova Commissione che bandì, attraverso la radio, un secondo concorso, di cui, purtroppo, non rimane alcuna traccia negli archivi. L'esame di alcune lettere, però, farebbe pensare che l'orientamento fosse quello di privilegiare un simbolo legato all'idea del lavoro. Anche questa volta, risultò vincitore Paolo Paschetto, il cui elaborato fu sottoposto a ulteriori ritocchi da parte dei membri della Commissione. Finalmente, la proposta approdò all'Assemblea Costituente dove, con non pochi contrasti, fu approvata nella seduta del 31 gennaio 1948. Ultimati altri adempimenti e stabiliti i colori definitivi, si arriva al 5 maggio: il Presidente della Repubblica Enrico De Nicola firma il decreto legislativo n. 535, che consegna all'Italia il suo simbolo.
L'emblema della Repubblica Italiana è caratterizzato da tre elementi: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia. La stella è uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell'Italia, sul cui capo essa splende raggiante. Così fu rappresentata nell'iconografia del Risorgimento e così comparve, fino al 1890, nel grande stemma del Regno unitario (il famoso stellone); la stella caratterizzò, poi, la prima onorificenza repubblicana della ricostruzione, la Stella della Solidarietà Italiana e ancora oggi indica l'appartenenza alle Forze Armate del nostro Paese. La ruota dentata d'acciaio, simbolo dell'attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale; la quercia incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambi, poi, sono espressione delle specie più tipiche del nostro patrimonio arboreo.

Ciascuna espressione di ogni individuo è differente e personale, secondo la logica del proprio pensiero. Una grande quantità di produzioni intellettuali, in modo particolare in internet, vengono messe gratuitamente a disposizione di tutti. Non va però dimenticato che ci sono gli obblighi morali e legali di rispettare la paternità delle creazioni e di non replicarle senza il consenso di chi le ha realizzate. Copyright Moruzzi Numismatica  © 1999-2017

 
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