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L’aureo romano

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L'aureo romano
Gli aurei romani repubblicani ed imperiali

L’aureo romano


La produzione di monete in oro fu sporadica fino alla conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare; la grande quantità di metallo prezioso permise le prime emissioni particolarmente abbondanti di monete romane d'oro: gli aurei. I primi aurei, in realtà si ebbero con Silla nell'87 a.C., con un peso di 9,11 g; nel 48 a.C. iniziarono le emissioni di aurei da parte di Giulio Cesare, con un peso variabile da 8,55 g a 8,02 g. La riforma monetaria di Augusto, che prevedeva sotto il suo controllo la coniazione delle monete in oro ed argento, aveva portato l'aureo a 7,78 g. Nel 65 d.C. Nerone, nella sua nuova riforma monetaria, ridusse ancora il peso dell'aureo a 7,28 g e così proseguì attraverso le riforme di Caracalla, Aureliano e Diocleziano, che lo ridusse a poco più di 5 grammi. Con l'introduzione del solido da parte di Costantino agli inizi del IV secolo finì la storia di una moneta, che, come il denario, aveva portato l'immagine del potere di Roma in tutto il mondo conosciuto. A riprova della sua estesa circolazione basti pensare che in India erano coniate monete, che imitavano gli aurei romani dell'epoca di Settimio Severo.

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